La mia valigia fu un treno che partì da Salerno. All’interno qualche mutanda, un paio di calzini, un jeans….Però non ci entravano i miei affetti. Fare la valigia era tagliare le radici e diventare qualcun’ altro.
Non è grossa, non è pesante la valigia dell’emigrante… C’è un po’ di terra del mio villaggio, per non restare solo in viaggio… un vestito, un pane, un frutto, e questo è tutto. Ma il cuore no, non l’ho portato: nella valigia non c’è entrato. Troppa pena aveva a partire, oltre il mare non vuol venire. Lui resta, fedele come un cane, nella terra che non mi dà pane: un piccolo campo, proprio lassù… Ma il treno corre: non si vede più. Gianni Rodari
Antonello
La mia valigia
Nel piacevole rendez-vouz del caffé della solitudine abbiamo pensato di scrivere su: “Quasi ogni giorno e quasi ogni notte partiamo per un nuovo viaggio per paesi mentali e fisici più o meno lontani, a noi già noti o mai visitati. Cosa c’è nella tua valigia?”
Facci sapere!
Nicola Di Domenico: Il circolo di Fonzo ‘o Vascio
Articoli storici quelli pubblicati su CavaNotizie !! Si parla del circolo ricreativo di Fonzo ‘o Vascio ubicato nel portone di fronte al METROPOL !! Nella foto grande del primo articolo ci sono da sinistra Pasquale ‘o parrucchiere ( affianco alla farmacia Accarino), mio fratello Salvatore (POP CORN), Fonzo, PEPPE SCALA, Filippo Adinolfi !! Io ho lavorato per Fonzo, andavo nei locali dove erano posizionati i flipper del circolo e riscuotevo gli incassi ed all’ accorrenza facevo anche da riparatore di piccoli guasti !! Una volta Fonzo mi chiese del lavoro che svolgevo all’agenzia ippica che era ubicata in Via V. VENETO (di fronte a VESSICCHIO), chiedendomi inoltre con quale scommessa si poteva vincere molto. Io gli spiegai che c’era una giocata il venerdì chiamata TRIS a carattere Nazionale. Si dovevano indovinare i primi tre, nell’ordine di arrivo !! Giocammo a società due biglietti da 1200 lire- Io compilai il mio biglietto da competente, leggendo i giornali di ippica, Fonzo invece fece diciotto palline su cui aveva scritto i numeri di 1 a 18- poi mise queste palline in un cappello, ne piglio’ tre sui c’erano i numeri 1-2 e 5. Il venerdì si fece la corsa che vedemmo in diretta per TV all’interno del Circolo. Vinsero i cavalli 1,2 e 5. ERANOranosavo che fossimo i soli vincitori. Eravamo nel 1974, non c’erano cellulari, collegamenti in tempo reale come oggi. Nell’agenzia ippica mi dissero che dovevo andare a Napoli a piazza Garibaldi dove alle 20,00 l’agenzia centrale avrebbe esposto il cartellone. MONTEPREMI 5.500.000 lire-5 vincitori, 1.100.000 per ognuno. Io con le mie 550.000 lire comprai subito il mio sogno!
Una moto usata : KAWASAKI 500 MACTH 3, faceva i 100 all’ora in quattro secondi ( la chiamavano la bara volante ) !! Bei ricordi!
Adesso al posto del circolo c’è lo studio del mio amico architetto FERNANDO SALSANO !!
La solitudine per F.D.L.
Solitudine Non è l’esser solo ma il sentirsi solo in mezzo alla gente E’ cercare occhi che ti sappiano vedere E’ cercare mani che ti sappiano afferrare E’ cercare orecchie che sappiano ascoltare il tuo gridare muto a tutto l’universo per invocare aiuto E’ cercare un cuore che ti voglia amare così come sei e non ti lasci andare
Solitudine: sabato 17 febbraio chiudiamo con un caffè.
Incontro nei locali di Mademoiselle Charlotte in piazza con chi ha scritto o sta scrivendo, ma anche con chi segue questo blog. Vi aspetto! Nel frattempo vi propongo questo raccontino che forse avrete già letto da qualche parte sui social o altrove: Ieri ho incontrato un amico che mi ha detto: “Mi sentivo solo e tutti mi parlavano dei loro numerosissimi amici su facebook; ma io non posseggo uno pc, né uno smartphone e così mi sono informato e ho deciso di farmi degli amici seguendo i principi di FB, ma senza usarlo. Allora tutti i giorni scendo in piazza e spiego ai passanti… che cosa ho mangiato, come mi sento, cosa ho fatto la sera prima, quello che penso di fare, quello che farò domani, mostro le foto di mia moglie, dei miei figli e anche quelle del cane. Mi fermo in piazza e ascolto le conversazioni delle gente e dico “mi piace”…. Ero scettico, ma sta funzionando! Ho già cinque persone che mi seguono: -2 poliziotti -1 psichiatra -1 psicologo -1 infermiere
Foto-solitudine
Da qualche tempo Renato ha ripreso a fotografare con una maggiore simbiosi fra gli occhi della sua mente e l’obiettivo della sua reflex. La timidezza che traspariva dalle sue pur pulitissime e folgoranti vecchie foto si è trasformata ora in potente forza espressiva; i suoi scatti sono diventati più profondi e prenetranti e allo stesso tempo, o forse proprio per questo, più silenziosi ed essenziali; mentre guardo le sue immagini il mio tempo interiore sembra rallentare la sua corsa, forse perché non ci sono rumori da cui fuggire.
Giacché stiamo parlando, ancora per qualche giorno, di solitudine ho pensato di fare qui questo gioco: aggiungere a qualche foto del mio amico titoli che ad essa ammiccano più o meno palesemente.
La solitudine nelle dita
P.S. Sarebbe bello un tuo commento a queste foto
Santina Mercurio: Il mormorio della solitudine
Sola….. Mormorii incessanti…..
tante parole…. è strano ma tra tanti mi sento sola, il pensiero va incontro a ricordi lontani…
Rivedo il frangere del mare chiudo gli occhi e risento il sapore della salsedine. Un brivido m’assale… apro gli occhi mi risveglio dai miei ricordi e mi sforzo di partecipare a tutto quello che mi circonda
Circolo Alfonso Guasco: nuova puntata su CavaNotizie